Marathon, di nuovo

8 Dicembre 2023

Nell’articolo precedente a questo mi sono volutamente astenuta da commenti personali, accennato solo vagamente al gameplay, evitati riferimenti alla situazione attuale della Bungie, evitato in maniera accurata qualsiasi tipo di spoiler. Qua, invece, ci saranno tutte queste cose. (Ma meno immagini).

Cominciamo dalla fine.

Il reboot (reboot, non remake che mi son sbagliata, mannaggia) è stato annunciato a fine maggio 2023, con quello che è ormai uso per la Bungie quando si annuncia l’inizio di qualcosa di nuovo: un Augmented Reality Game, abbreviato ARG, che altri non sarebbe che… beh, una caccia al tesoro, principalmente svolta online ma la cui soluzione potrebbe essere un oggetto/evento/luogo fisico, o dei premi simbolici per chi arriva alla soluzione.

E quand’ecco mi sono avvicinata al sito istituzionale (per così dire) per quello che da qualcuno dei fan è stato ribattezzato NuMarathon, e cosa fa una web designer che trova alcuni effetti interessanti? Va a ravanare (termine tecnico, tecnicissimo) nel listato HTML per vedere come siano stati creati. Cosa fa una casa produttrice che vuol dare inizio a un ARG? Nasconde cose in posti non immediatamente accessibili ai più, e il listato HTML di una pagina è il posto più nascosto e contemporaneamente evidente dove si possa iniziare una cosa del genere.

Gli script sono una cosa normale ma quell’indirizzo email nell’ultima riga è decisamente non comune. UESC è il nome del governo terrestre nella storia. E la stringa è nascosta, nel sito non si vede.

I fan di Marathon, abituati a spulciare e collegare pezzi sparsi di storia anche partendo da mezza parola scritta male in un terminale piazzato in un posto non normalmente accessibile nel gioco, ci si sono tuffati alla velocità del suono. Anzi, essendo la maggior parte del fandom negli Stati Uniti continentali, il fuso orario mi ha fregato e il giorno dopo mi sono trovata gran parte degli indizi già risolti! Il suddetto indirizzo, ma anche un QRcode visibile per una manciata scarsa di frames nel trailer (a 0:15, per la precisione), o i cartellini informativi delle magliette vendute durante il lancio…

Gli indizi sono stati poi raccolti ed elencati sia nella Marathon Story Page sia in nel Marathon Lore Archive sia in questo documento drive.

Indizi che portavano a siti, password che rivelavano messaggi inviati dalle varie entità che probabilmente rappresenteranno le fazioni nel nuovo gioco. UESC, Traxus, MIDA e Sekiguchi Genetics. Con tanto di siti relativi, e una momentanea apparizione in un posto reale della california, dove graffiti della fazione MIDA sono stati coperti dalla UESC, oltre a cose tipo sfondi per scrivania, cellulare, vari materiali di presentazione, ora disponibili qua.

Il tutto è andato a rimpinguare la “lore” del Marathon originale e del gioco che verrà. Non che la Bungie sia nuova a questo tipo di cosa, l’hanno fatto per Halo più volte.

Story time! (giusto un ciccinino)

UESC, Traxus e MIDA sono nomi già noti a chi ha giocato la versione originale. UESC è la sigla del governo terrestre. Traxus si riferisce ad un’intelligenza artificiale (o alla corporazione che l’ha creata) e che forse (molto forse!) potrebbe essere una “antenata“ di Durandal, conosciuta come Traxus IV. O forse Durandal è Traxus IV stesso rebootato? I tre Marathon non lo dicono chiaramente. Rubicon, uno scenario di terze parti prende per vera la prima teoria e fa le tre IA derivativi diretti da Traxus, mentre la ancora ignota sigla MIDA1 rappresenta un gruppo terroristico mirato al distacco della colonia marziana dalla UESC con metodi distruttivi, e apparentemente eliminato prima del lancio del Marathon.

Il Marathon altri non è che Deimos, satellite di Marte, trasformato in nave generazionale e lanciato verso Tau Ceti per stabilirvisi.

Chi gioca impersona un ufficiale di sicurezza di ritorno dalla colonia di Tau Ceti IV al Marathon, ormai in orbita da diverso tempo attorno al pianeta. Quand’ecco che prima viene costretto da Durandal ad eiettarsi nello spazio in una scialuppa, e poi vede l’apparire di una nave inequivocabilmente aliena… Alieni che appena rimesso piede sul Marathon sarà nostro compito combattere fino all’ultimo proteggendo nel contempo gli altri coloni (che possono essere colpiti!) e gli alleati che ci faremo nell’ordalia.

Questi alieni sono i Pfhor, una razza che come modus operandi ha quello di rubare tecnologie e catturare schiavi, e lo vediamo nei personaggi dei Compilatori, usati come testa di ponte per le incursioni informatiche, ma che noi alla fine del primo capitolo libereremo e impareremo a chiamare col loro vero nome di S’pht. (…sì, lo so, la prima volta che uno ha sparato non mi sono messa a ridere ma solo perché mi ha preso di sorpresa.) Ma soprattutto lo vediamo quando Durandal ci fa fare una “visita di cortesia” sulla loro astronave, prima di trasferirvicisi sopra e rubarla. Perché hanno qualcosa che ai terrestri manca e che Durandal vuole: la capacità del viaggio iperluce.

Ma questo ufficiale di sicurezza è un semplice essere umano, o qualcos’altro? Che so, un battleroid caricato di straforo sul Marathon per scopi misteriosi da una cellula MIDA rimasta attiva. Una cellula, o una singola persona che magari ha pure causato intenzionalmente la rampancy2 di Durandal (nonché una buona parte degli sproloqui nei vari terminali da cui ricavare questo pezzo di storia). E siamo veramente sicuri, ammesso che abbiamo degli impianti cyborg, che qualcuno di questi implanti non sia di natura aliena? Da una razza avanzatissima e antichissima, che ha già contattato i terrestri per avvisarli di un Terribile Pericolo? (Proprio in questo modo inizia Pathways into Darkness, gioco Bungie anteriore a Marathon).

E alla fine del secondo capitolo, ci troviamo come mano armata di Durandal per scoprire i segreti di questa civiltà aliena e antichissima. Perché Durandal ha calcolato il tempo esatto rimasto alla chiusura dell’universo nel Big Crunch e, insomma, ha un po’ fretta di diventare immortale. (La fisica post-1994 l’ha smentito, ma tant’è.) Poi, sorpresa: Tycho è passato dalla parte del nemico, e alla fine i Pfhor usano un’arma modello finedimondo sul sole di Tau Ceti per ripicca al fatto della colonia di non essersi lasciata conquistare. (Eccolo, il finale di Marathon:Durandal!)

Impianti di natura aliena che magari possono fargli cambiare linea temporale, per evitare il Grosso Casino inavvertitamente causato dai Pfhor con la loro arma finedimondo, saltando di linea temporale in linea temporale fino a trovare quella giusta, dove il Grosso Casino non esiste o è stato sventato… e questa è la spiegazione semplificata di Marathon:Infinity, ma non è scritta da nessuna parte: facendoci trovare un po' spaesati all’inizio di Infinity quando dopo un preludio dal clima opprimente ci svegliamo come alleati di Tycho, che ricordiamo nel secondo capitolo della saga aver disertato e passato ai Pfhor. Beh, facendoci trovare spaesati anche dopo, a dire il vero, nei livelli chiamati electric sheep. Un’altra caratteristica di Marathon è il nome abbastanza stravagante dato ai vari livelli.

Sì, ma il gameplay?

Marathon si inserisce nell’oggi vastissima schiera dei First Person Shooters, abbreviato in FPS. Adesso potrà essere un stereotipo, ma nel 1994 ancora non lo era: la consueta rastrelliera di armi man mano più potenti e/o specializzate che il personaggio si tira putativamente dietro con un carretto ottiene sia da Leela – la IA rimasta più o meno sana dopo l’attacco – sia da Durandal, sia imbattendocisivi a caso.

Siamo praticamente buttati nel mezzo della scena, ma non dimentichiamoci: il 1994 era ancora era di medium fisico (dischetti e CD) e soprattutto, manuali dove viene dato un preambolo e spiegate le varie configurazioni e modalità di gioco. Mentre altre tattiche sono lasciate alla scoperta di chi gioca: due classici sono lo spararsi in avanti e in alto usando armi esplosive (che richiede un’insolita destrezza, e immaginatemi quando gioco io… Boom!) e scaricare una cartuccia quasi vuota prima di avvicinarsi ad un posto dove si sa che ci saranno numerosi brutti incontri: il tempo di ricarica dell’arma fa parte del gameplay, e mentre ce l’ha il giocatore… i nemici no.

Altro dettaglio che ha mandato sicuramente in bestia chi da Doom si è approcciato a Marathon: punti di salvataggio. Fissi nel gioco e distribuiti molto parcamente, come anche i generatori di scudo e di ossigeno (ci sono livelli ambientati nel vuoto). E ci fanno pure gli spiritosi: un livello ha il punto di salvataggio alla fine, e il livello prima si chiama? Try again, provaci ancora.

Questo nuovo Marathon, dunque.

Diciamo che mi pongo sempre nell’area possibilista riguardo a queste cose, atteggiamento che a volte premia, a volte no. Ma già la Bungie per me parte male, dicendo che sarà un PvP (urgh, giocare contro altri in rete) ed un gameplay del tipo “extraction shooter” di cui personalmente non conosco nulla, ma ho sentito pochi pareri veramente entusiasti di questo tipo di giochi on line.

La cosa che mi ha colpito, a dire il vero, è la grafica del sito e del trailer: definita graphic realism si crea una nicchia con i colori forti che colpiscono già dal trailer, e citando anche nel materiale aggiunto una corrente grafica in voga attorno al 2000, chiamata vectorheart – stile che a me piace molto, per nostalgia.

«Chi vivrà vedrà» mi son detta, e dopo la presentazione e la soluzione all’ARG la Bungie ha cominciato col silenzio radio dell’inizio sviluppo vero e proprio.

E ho visto, anche troppo.

Fine ottobre 2023: arriva la notizia, dopo l’acquisizione della Sony, di un giro di licenziamenti alla Bungie3. Questa cosa mi lascia molto amareggiata, in primis perché restare senza lavoro di questi tempi è una gran brutta cosa, e poi, con importanza molto ridotta rispetto alle vite reali delle persone, che cosa succederà allo sviluppo di NuMarathon? AlephOne sarà coinvolto nelle successive decisioni? Dato che la Sony si è sempre mostrata piuttosto fastidiosa quando si tratta di proprietà intellettuali native o acquisite (non ho ancora perdonato il malware di protezione dal 2006, fate voi).

AlephOne è sotto licenza open source4 quindi almeno questo angolo dovrebbe essere lasciato in pace, mentre le varie creazioni dei fan non hanno alcun scopo di lucro e tendono, nelle versioni più evolute, ad usare grafiche e creazioni proprie anziché sfruttare quelle esistenti (che, al contrario del motore, sono ancora di proprietà Bungie), e ci sono alcuni scenari, lì in mezzo, che potrebbero essere distribuiti come giochi a sé stanti e che secondo me avrebbero un buon riscontro anche adesso5.

Detesto queste manovre, fatte da chi ha la vista corta e che magari il fatto che in un quadrimestre anziché sei baziliardi di gnollari se ne sono fatti solo cinque e quindi orrore!!! Non si può mica!!! è assolutamente fisiologico in una saga dalla vita lunga come quella di Destiny, e assolutamente controproducente se si sta iniziando un’altra saga. Come quella di (Nu)Marathon, appunto, che già è stato spostato nel 2025 e in un’atmosfera lavorativa molto più mesta – specie tenendo conto che tra i licenziati c’erano alcune colonne storiche della casa di produzione.

Ultima nota stonata: il gioco è previsto per Playstation, Xbox e PC… ma non per Macintosh. Che mi sembra quanto meno uno sgarbo verso la storia di questo gioco.

(Per quanto riguarda Linux, beh, il discorso è un altro. Proton spesso fa il miracolo, ma quando si trovano questo setup davanti certi strumenti anti-cheat danno un falso allarme. Ne sa qualcosa la Valve quando cerca di far validare un gioco per la Steam Console.)


  1. Ci sono diverse ipotesi sullo scioglimento dell’acronimo. ↩︎

  2. Niente, in italiano non rende come l’inglese. ↩︎

  3. Un riassunto da Wikipedia inglese. ↩︎

  4. Licenza GPL 3 per la precisione. ↩︎

  5. Apotheosis X è il primo che mi viene in mente. ↩︎

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